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Il sindaco: «Su Contestadu è nostro, le carte lo affermano già dal 1848»

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Pubblicato da in Cronaca ·
Tags: cuntestadu

La polemica non è nuova, ma negli ultimi decenni era stata sopita, era caduta nel dimenticatoio e se non fosse stato per quelle cinque pale eoliche che portano nelle casse del comune 200 mila euro l’anno, forse non si sarebbe neppure scomodata la storia per un terreno conteso dal 1848, di circa 950 ettari ai confini tra i due comuni e cui è stato dato il nome Su Contestadu. Buddusò è convinto che quel terreno le appartenga. Alà afferma il contrario.«Già nel 1848 –dice il sindaco di Alà Mario Carta- da parte del Real Corpo di Stato Maggiore del Regno Sardo–Piemontese è stato redatto il Processo Verbale di delimitazione del territorio di Alà con cui:“Si è dato principio e posto fine alla ricognizione dei limiti territoriali” del Comune di Alà al quale ha presieduto il delegato del Governo e con l’intervento dei consigli comunali di Alà e degli altri comuni limitrofi, assistiti dai rispettivi segretari. Processo verbale da cui risulta una linea di confine pretesa da Alà e un’altra pretesa dal Comune di Buddusò. In pratica un limite di contestazione ribadito poi nei diversi censimenti». Nel 1981 i sindaci dei due comuni firmavano un verbale in cui si dava atto del mancato accordo sui confini. Inutile, viene ritenuta dal sindaco di Alà Carta anche la pretesa del collega di Buddusò, Giovanni Antonio Satta, che si rifà al catasto. «Dovrebbe sapere secondo quanto afferma la Cassazione - dice Carta- che essendo il catasto preordinato a fini essenzialmente fiscali, il diritto di proprietà, come gli altri diritti reali, non può, in assenza di altri e più qualificanti elementi e in considerazione del rigore formale prescritto per tali diritti, essere provato in base alla mera annotazione dei dati nei registri catastali, che hanno in concrete circostanze soltanto il valore di semplici indizi. E credo che questo sia il caso de Su Contestadu. Spero che prevalga il buon senso e che si definisca una volta per sempre il confine esatto per i due comuni, possibilmente attenendosi alle carte e alla legge».(g.g.)




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